L’epoca dell’essere. La musica del mondo nuovo. The new best seller

L’epoca dell’essere. La musica del mondo nuovo.

Il nuovo libro di Stefano Teani

di Stefano Teani (Autore), Salvatore Frega (Prefazione)

L’epoca dell’essere. La musica del mondo nuovo

Che cos’è la musica? Cosa la distingue dal rumore? Ha un significato ben preciso? Deve esprimere qualche cosa o può essere puro artificio? Queste sono solo alcune delle domande che da secoli alimentano il dibattito all’interno del mondo musicale. Ecco la necessità di scrivere questo libro.

Non si tratta di un saggio filosofico o musicale nell’accezione comunemente intesa ma di qualcosa situato a metà strada, in quella zona d’ombra così raramente trattata che si apre laddove si incontrano musica, filosofia, biologia, esoterismo e spiritualità. Un progetto dunque molto ambizioso che – in realtà – nasce unicamente da una profonda necessità dell’animo.

Da anni – nel dibattito che si accende parlando di musica “colta” e “leggera”, “sperimentale” e “neomelodica”, per “addetti ai lavori” e per tutti – si formulano le teorie più disparate e ci s’inalbera in trattazioni che sembrano muovere da assunti filosofici o addirittura scientifici ma, a ben vedere, sono poco più che sensazionalismi guidati da rigurgiti di letture più o meno impegnate.

Oggi quest’arte tanto celebrata è in crisi, serrata in un terribile impasse da cui sembra non poter uscire. Durante tutto il secolo scorso, innumerevoli branche del sapere hanno elaborato teorie profondamente innovative, fornendo materiali e spunti che, se applicati alla musica, potrebbero indicarci la via da percorrere. Dalla filosofia di Heidegger e Jaspers alla biologia, alcune risposte giacciono di fronte a noi, pronte a risollevare le sorti di un’arte che da quasi un secolo ha perso la propria bussola. Tuttavia il mondo continua a dividersi fra musica “colta” e “leggera”, fra cattedratici snob e ingenui amatori, fra opere troppo difficili e altre troppo semplici. I tempi sono maturi per gettarci alle spalle alcune esperienze che hanno ampiamente dato prova della propria inadeguatezza.

Di fatti, come vedremo, il pensiero dei filosofi citati ci fornisce degli strumenti nuovi, capaci di inquadrare i problemi della nostra contemporaneità e di interpretarli. Lo scopo di questo scritto è acquisire familiarità con tale modo di vedere il mondo e applicarlo all’esperienza musicale, sia quella degli “esperti” sia quella del pubblico comune.

Per troppo tempo la musica di tradizione colta si è allontanata dalle persone e ha cercato risposte nella direzione sbagliata. La riflessione riguardante l’Essere è stata riproposta e questa volta non possiamo sottrarci alla sua chiamata. Come le Parche della mitologia, dobbiamo avere il coraggio di recidere il filo che ci lega a una tradizione fallimentare, oserei dire disumana. Ma per fare questo, dobbiamo prima renderci conto che la bussola è stata smarrita e comprendere le ragioni di questo smarrimento. Solo allora saremo pronti per aprirci alla nuova epoca che incombe, con la sua nuova musica: l’epoca dell’Essere.

Questo testo muove da alcuni spunti tratti dal libro Music as biology di Dale Purves, nel quale si indagano aspetti cruciali della musica in chiave biologica, mettendo in relazione la nostra percezione e fruizione musicale con elementi evolutivi.
A seguire si passa ad analizzare brevemente il complesso processo ermeneutico musicale, sfruttando il contributo apportato da personalità quali Barenboim, Graziosi, Hanslick e Heidegger. È qui che subentra la speculazione riguardante l’Essere di quest’ultimo filosofo, riflessione che mira a farci riprendere consapevolezza del nostro essere parte di un tutto. Questo comporta l’accettazione delle nostre percezioni e sentimenti, aspetti molto bistrattati dal mondo musicale accademico.

Successivamente il pensiero di filosofi quali Jaspers, Nietzsche e Galimberti chiarisce ulteriormente questa concezione olistica dell’Essere, fornendo la base su cui porre una riflessione in ambito musicale. Dopo aver analizzato le cause che hanno portato a dimenticare la nostra appartenenza al “tutto” (tramite cenni del pensiero di Platone, Hegel e Marx), possiamo finalmente riscontrare questa dimenticanza nell’esperienza di Darmstadt.

Si passa quindi all’osservazione delle tendenze musicali del secolo scorso e di oggi avvalendosi del prezioso contributo del musicologo Renzo Cresti. Si commentano le “profezie” di due grandi musicisti: Boulez e Bernstein, i quali hanno ipotizzato un futuro molto diverso per la musica. Si cercano quindi prospettive nuove, citando la filosofia della pensatrice americana Martha Nussbaum (ancora vivente e molto nota in ambito di filosofia morale e politica); il neuromarketing emotivo di Marco Baldocchi e la possibilità di applicare questi nuovi strumenti al mondo musicale.

Infine, il saggio si conclude maturando la convinzione che l’attuale situazione di grave crisi mondiale legata alla pandemia del 2020 rappresenti un’occasione unica per cambiare radicalmente l’impostazione mentale a cui siamo abituati, soprattutto in ambito musicale.


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Un lavoro eccezionale, aperto agli appassionati di musica e agli addetti ai lavori. Veramente un libro per tutti.


 

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